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LONDRA – In coda all’addiaccio per il nuovo Iphone? No, per la prima casa. Le follie immobiliari di Londra oscurano anche quelle per l’hi tech e ci offrono questa scenetta sul set, per nulla immaginario, di Hounslow, periferia sud orientale, poco lontano dall’aeroporto di Heathrow.

Coda è in realtà un eufemismo: due giorni di bivacco in attesa di potersi indebitare per comperare una casa, sono molto più della britannica queue. A scatenare tanto interesse è il progetto “starter homes”, ovvero abitazioni per chi compra casa per la prima volta, primo passo nel delirio del real estate, passione e schiavitù che accompagna per tutta la vita i londinesi eternamente alla ricerca di ricchi affari. Il problema è cominciare, ovvero il primo acquisto, troppo spesso sbarrato da cifre irraggiungibili, avendo il prezzo medio di un appartamento a Londra raggiunto la quota record di mezzo milione di sterline, ovvero settecentomila euro circa.

Il costruttore impegnato a Hounslow s’è così convinto di fornire una pragmatica offerta a una domanda stellare. Ha concluso la sua seconda operazione immobiliare di questo genere terminando 228 appartamenti che ha messo sul mercato con prezzi che variano dalle 200mila sterline (280mila euro) per un monolocale a 315mila (445mila euro) per due camere da letto. E tanto è bastato per scatenare gli aspiranti proprietari (hanno registrato interesse in 1559) molti dei quali in coda da due giorni nella speranza di potere essere uno dei 228 mila “fortunati” acquirenti della casa.

Il problema dell’housing a Londra sta diventando un caso politico con il governo conservatore accusato di non fare abbastanza per aiutare i giovani e i meno abbienti e, anzi, di favorire la speculazione. Il caso di Hounslow fa di un problema un’emergenza, ora sotto gli occhi di tutti.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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